Blog https://www.farmaciaporcu.eu Mon, 17 Jun 2019 07:07:38 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Citisina nella disassuefazione da nicotina https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/25-smettere-di-fumare-citisina https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/25-smettere-di-fumare-citisina Citisina nella disassuefazione da nicotina


La Citisina è un farmaco di origine vegetale
 isolato per la prima volta da Husemann e Marmé nel 1865 nei semi del Citisus laborinum L., (chiamato anche Golden Rain), pianta diffusa nelle aree meridionali dell'Europa centrale e in Italia. In passato i semi (che arrivano a contenere fino al 3% di Citisina) sono stati impiegati da gruppi di nativi americani per vari scopi, solitamente come allucinogeno in riti religiosi, per un periodo di circa 6000 anni.

Oggi questo alcaloide (presente anche in diverse leguminose come la Sophora secundiflora e la Baptisia Tinctoria) trova applicazione terapeutica nel trattamento del tabagismo, con l’obbiettivo di portare il paziente a smettere di fumare.

 

Come funziona

La Citisina ha una strutura molto simile alla nicotina che le permette di sostituirsi a lei sui recettori. La conseguenza sarà quella di evitare che i recettori della nicotina non ricevendo la sostanza, facciano partire quel segnale d’allarme che chiamiamo astinenza. 

I sintomi dell’astinenza possono essere più o meno importanti, a seconda anche del grado di dipendenza, che a sua volta dipende dal fatto che si sia un fumatore occasionale, abituale o un forte fumatore. Chi smette di fumare si troverà dunque a gestire una serie di fastidi, come spossatezza, stanchezza, scarsa concentrazione e irritabilità, che possono durare dalle 48 ore fino a una settimana circa.

Tutto sommato quindi si tratterebbe di stringere i denti e aspettare che ‘passi la nottata’, ma tutto questo vale per i sintomi fisici da astinenza, per quelli ‘mentali’, la faccenda si complica, perchè il nostro cervello avrà difficoltà a dimenticare il ‘piacere’ ottenuto dalla nicotina, ed è qui che Citisina si rivela un ottimo alleato nella lotta per smettere di fumare.

In Italia non sono presenti in commercio specialità medicinali a base di Citisina, ma esiste un farmaco registrato in Bulgaria e  Polonia, con il nome di Tabex®. Questo ci consente di prepararlo nei nostri laboratori come galenico magistrale su prescrizione del medico (sia specialista che medico di famiglia).

Come tutte le sostanze attive nel nostro corpo (anche quelle naturali) Citisina può dare anche degli effetti collaterali, che per quanto minimi, devono essere valutati preventivamente dal vostro medico.

Costi e tempi

La terapia completa (100 capsule) della durata di 30 giorni necessita della semplice prescrizione del vostro medico, ha un costo che si aggira sui 36 Euro, cifra parecchio contenuta se paragonata al costo di una terapia sostitutiva con nicotina della stessa durata (cerotti, compresse o gomme).

Nella nostra esperienza, nella disassuefazione da tabacco, le piante medicinali offrono un grande aiuto nella gestione di alcuni aspetti legati all’abbandono della sigaretta come l’aumento dell’appetito (Griffonia Semplicifolia, Glucomannano) o il nervosismo (Tilia Tomentosa) o l’insonnia (Escolzia Californica con  Passiflora Incarnata). 

Ognuno di noi è un caso a se e anche nella fase di disassuefazione ciascuno risponderà alla nuova situazione senza tabacco con modalità e sintomi diversi, quindi una chiacchierata con noi è sicuramente una buona idea per trovare la migliore soluzione per te, ma intanto ti proponiamo di rispondere alle al questionario che abbiamo realizzato per te, così che tu possa iniziare a vedere che tipo di fumatore sei:

Sei un medico?

Continua a leggere Schemi terapeutici, controindicazioni e cautele nella somministrazione di Citisina (occorre la registrazione nell'Area Medici): Clicca qui.

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Per tutti Tue, 05 Jul 2016 00:00:00 +0000
Cheratocongiuntivite di Vernal: malattia pediatrica rara ed orfana di terapia https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/12-cheratocongiuntivite-di-vernal-malattia-rara-ed-orfana-di-terapia https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/12-cheratocongiuntivite-di-vernal-malattia-rara-ed-orfana-di-terapia Cheratocongiuntivite di Vernal: malattia pediatrica rara ed orfana di terapia

I sintomi sembrano quelli di una congiuntivite semplice e il farmaco non è in commercio. Ma c'è una soluzione galenica

La cheratocongiuntivite di Vernal o VKC è una congiuntivite cronica, severa, con esiti permanenti se non adeguatamente trattata, come ad esempio una compromissione del visus. Il termine Vernal significa  primaverile a ricordare che il periodo di riacutizzazione è proprio la primavera; la malattia però è presente durante tutto l'anno con il picco estivo ed una parziale remissione in autunno-inverno.

La Vernal si manifesta nei primi dieci anni di vita, in genere non prima dei tre anni e tende a scomparire spontaneamente entro i vent'anni. I sintomi, particolarmente fastidiosi e persino invalidanti per il bambino sono: prurito, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo e una grandissima fotofobia che forse, fra tutti, è il sintomo più invalidante: immaginate un bimbo che sia all'aperto che (a volte) al chiuso, deve portare gli occhiali da sole; se per un adulto questo potrebbe essere facilmente superabile, immaginate un bimbo della scuola materna o ancora peggio della scuola elementare, costretto all'uso costante degli occhiali da sole, in classe ed in cortile e anche per guardare i cartoni (la luce dello schermo) o i videogiochi (per questo poco male).

I sintomi sembrano quelli di una semplice congiuntivite allergica, per questo il percorso che porta alla diagnosi è spesso lungo e costellato di colliri antistaminici e cortisonici, che però non solo non danno il risultato sperato, ma, in particolare i corticosteroidi possono determinare, nell'uso prolungato, patologie quali aumento della pressione oculare, glaucoma e persino cataratta. Inoltre le lesioni corneali, concomitanti alla malattia, quando non correttamente trattate possono dar luogo ad esiti cicatriziali permanenti.

Essendo la VKC una malattia rara con un'incidenza di 1 caso su 10.000, questi bambini in genere girano parecchi specialisti prima di trovare quello che, fatta la diagnosi di VKC, finalmente prescrive il farmaco che ad oggi sembra essere il trattamento di prima linea: la Ciclosporina Collirio in percentuali variabili fra l'1 e il 2%. In questo caso, il corticosteroide viene associato solo marginalmente e per tempi brevi. Per i pazienti che non tollerano Ciclosporina, viene utilizzato un altro farmaco, anch'esso in collirio: il Tacrolimus, anch'esso preparato nei nostri laboratori.

La Ciclosporina Collirio non è però disponibile come farmaco prodotto dall'industria e l'unico modo per averlo è attraverso la preparazione galenica dello stesso: circa 10 anni fa, su richiesta del Prof. Pucci del Meyer di Firenze, abbiamo formulato questo collirio a partire dalla ciclosporina pura (non come fanno alcuni a partire dal Sandimmun fiale che ci sembra poco adatto per via del contenuto alcolico).

Il collirio viene preparato in ambiente sterile (come la normativa richiede) da noi nei nostri laboratori sia in veicolo oleoso che in lacrime artificiali nei dosaggi richiesti dal medico, in genere al 2% in olio ed all'1% in lacrime artificiali.

Ad oggi, la Ciclosporina Collirio, essendo farmaco orfano, viene rimborsata dal SSR ai pazienti affetti da VKC.

Segnala questo articolo al tuo medico e ricordagli che nella mia farmacia, può prescrivere farmaci galenici anche online: clicca qui

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Tue, 07 Jul 2015 00:00:00 +0000
Fitoterapici in gravidanza: vale la stessa regola dei farmaci? https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/11-fitoterapici-in-gravidanza-vale-la-stessa-regola-dei-farmaci https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/11-fitoterapici-in-gravidanza-vale-la-stessa-regola-dei-farmaci Fitoterapici in gravidanza: vale la stessa regola dei farmaci?

Durante la gestazione i farmaci vanno assunti con moderazione. Ma che dire delle "terapie naturali"?

Durante i quasi dieci mesi di gestazione, qualunque donna sa che i farmaci vanno assunti con estrema moderazione, solo in caso di necessità, solo dietro consiglio del farmacista o prescrizione del medico. Ma per le "erbe"?

Per le "erbe", vale la stessa identica regola, ma da un punto di vista pratico la faccenda è più complessa: a chi mi rivolgo per avere un consiglio sulla pianta da utilizzare senza rischi in gravidanza? e poi, esistono piante davvero SICURE, in gravidanza? Chiamo il ginecologo direte voi...si, giusto, anzi giustissimo; gli espongo il problema e lui mi formula una diagnosi: esempio: sono al sesto mese ed i miei piedi sono due canotti che da giorni si rifiutano di entrare nelle scarpe (no, niente ciabattine, siamo a gennaio). Il ginecologo mi visita, il pupo sta benissimo, gli esami sono perfetti e, a parte i piedi a canotto, anche io sono in forma smagliante (ho preso appena 5 kg!!!). La visita si conclude con grandi complimenti del ginecologo per come mi alimento e per il fatto che tutto fili come deve e ...prossimo appuntamento fra un mese. E i miei canotti? Eh, docce fredde, massaggi dal basso verso l'alto e un po' di sano spirito di sopportazione, perchè il problema non è tale da richiedere un intervento farmacologico. Fregata. Anche perchè lui ha ragione. Ma anche io ne ho!!!! Ed allora Dott. Google è la mia speranza. O anche no: trovo tutto ed il contrario di tutto. Che fare?

Ecco, se andate dal vostro farmacista di fiducia, e quello sono io, mi sentirete dire quanto segue...

Tolte le spezie che utilizziamo in cucina, che per dose assunta e assorbita, sono sostanzialmente innocue, se parliamo di piante medicinali, nessuna è sicura in gravidanza.

Perché? Perché ad oggi non esistono studi che ne certifichino l'innocuità. Detto questo, chiarisco meglio il concetto e vi offro qualche distinguo considerando proprio le gambe o i piedi gonfi. Le piante attive sul sistema circolatorio periferico sono parecchie: Ippocastano, Centella , Amamelide, Vite rossa, Rusco o un'associazione degli stessi: queste piante svolgono un'azione sinergica antinfiammatoria, antiedemigena, vasotonica. E la svolgono alla grande. Ma se sei incinta, io non te lo consiglierò mai, sempre perchè non ho dati seri sulla sicurezza in gravidanza. Se però, invece della pianta intera, noi usiamo solo le gemme, il discorso cambia ed entriamo nel mondo della Gemmoterapia o Meristemoterapia che utilizza solo le parti giovani della pianta con tutto il loro contenuto di sostanze indispensabili all'accrescimento della pianta. Qui il meccanismo d'azione è di tipo regolatore ed è sufficientemente diluito da non essere nocivo pur mostrando una grande efficacia. Per te con i piedi a canotto di certo consiglierei Betula Verrucosa Linfa per stimolare il sistema linfatico e drenare i liquidi per ridurre il gonfiore; se poi le gambe si gonfiavano con facilità anche prima della gravidanza, i lividi sono all'ordine del giorno anche solo a guardare lo spigolo del tavolo, assocerei dell'Ippocastano MG.

Concludendo: in gravidanza vale la regola che assumo farmaci (chimici, omeopatici, fitoterapici) solo se necessario e sotto controllo sanitario, sapendo che la Gemmoterapia offre parecchie possibilità e che prima di assumere anche solo una tisana, vale la pena di chiedere consiglio ad un esperto.

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0000
Allattamento al seno: prepararsi per tempo aiuta! https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/10-allattamento-al-seno-prepararsi-per-tempo-aiuta https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/10-allattamento-al-seno-prepararsi-per-tempo-aiuta Allattamento al seno: prepararsi per tempo aiuta!

Allattare al seno è per una donna un'esperienza travolgente e stravolgente, almeno quanto lo è diventare una Mamma.

Allattare può essere bellissimo;  un momento esclusivo, di intima condivisione di se con il proprio bambino e molto molto di più.

Madre Natura ha pensato a tutto e tante sono le mamme che non hanno nessun problema durante il periodo dell'allattamento, però non è infrequente che nelle prime settimane, a causa e di posizioni errate (il pupo non si attacca nel modo giusto) o semplicemente per una pelle troppo disidratata, compaiano le ragadi.

Le ragadi sono delle piccole ulcerazioni a forma di fessura, molto dolorose e spesso sanguinanti che, in un tessuto come il capezzolo di una madre che allatta ogni due-tre ore, non hanno il tempo di guarire spontaneamente.

Per ridurre le probabilità che si formino le ragadi, è buona norma idratare con cura il capezzolo al fine di "ammorbidirlo" a partire dalla 34°settimana una volta al giorno e continuare nel primo mese di allattamento, al ritmo delle poppate.

Ma cosa usare per preparare il capezzolo e durante l'allattamento?

In molti consigliano l'utilizzo di lanolina pura, che avrebbe il vantaggio di poter essere lasciata e non lavata dal seno al momento di attaccare il bebè, poiché innocua: alle mamme che mi chiedono consiglio io rispondo chiedendo se noi stessi mangeremmo la lanolina (sostanza dalla consistenza simile a cera estratta dalla lana di pecora) solo perché innocua...Inoltre, chi l'ha usata (io stessa l'ho utilizzata prima di formulare una mia crema) sa quanto sia difficile da applicare ed ancor più da togliere!

Un'alternativa alla lanolina pura è rappresentata da vari oli vegetali: l'Olio di Mandole Dolci per esempio è un ottimo elasticizzate della pelle ed io lo consiglio alternato ad miscele di oli "più strong" durante tutta la gravidanza per prevenire le smagliature, ma non sul capezzolo dove è preferibile una crema grassa (non un unguento che sarebbe troppo grasso).

Io consiglio di preparare il seno, dalla 34°-35° settimana utilizzando la crema da me formulata e prodotta nei nostri Laboratori, che contiene una miscela di sostanze inerti e Calendula TM 20% che opportunamente miscelate, danno vita ad una crema grassa abbastanza da ammorbidire il capezzolo, e allo stesso tempo facilmente asportabile al momento dell'allattamento.

Se però nessuno vi ha raccontato tutto questo per tempo e le ragadi sono già arrivate, vi propongo un'altra crema sempre prodotta da noi, e ahimè, da me personalmente provata oltre che formulata: si chiama Cicacream, contiene diverse piante medicinali ed ha un potere cicatrizzante davvero incredibile.

Concludo ricordandovi che se vi trovate nelle vicinanze e dovete allattare il vostro cucciolo, siete le benvenute!!

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Thu, 08 Jan 2015 00:00:00 +0000
Artemisia Annua: nuova risorsa antitumorale https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/9-artemisia-annua-nuova-risorsa-antitumorale https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/9-artemisia-annua-nuova-risorsa-antitumorale Artemisia Annua: nuova risorsa antitumorale

La ricerca oggi guarda con grande interesse ad Artemisia come una nuova risorsa antitumorale

e gli studi finora condotti con circa 200mg di Artemisina, per quanto pochi, hanno dato risultati estremamente incoraggianti. Pianta dalle molteplici attività, veniva usata tradizionalmente come antimalarico, sia tal quale che estraendone l'attivo, l'Artemisina.

Artemisia Annua è ora disponibile nei nostri laboratori come estratto secco: i medici di tutta la Sardegna possono prescrivere ai propri pazienti medicinali galenici con Artemisia Annua prodotti in questa farmacia: Inserisci Artemisia Annua nelle tue prescrizioni galeniche.

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Sat, 13 Dec 2014 00:00:00 +0000
Reazioni al contatto con le meduse e prevenzione https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/8-reazioni-al-contatto-con-le-meduse-e-prevenzione https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/8-reazioni-al-contatto-con-le-meduse-e-prevenzione Reazioni al contatto con le meduse e prevenzione

Qui è dove vi racconto che il Gel di Alluminio Cloruro al 5% noi lo prepariamo nei nostri laboratori da anni e che non dovrebbe mai mancare nella borsa del mare di tutti noi insieme al solare e all'antizanzara (anche quello lo prepariamo noi). Ecco cosa ne pensa il Dott. Cavagni...



A cura del Dott. Giovanni Cavagni, allergologo pediatra

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento del numero di meduse nei nostri mari dovuto probabilmente alle condizioni di adattamento più favorevoli (l’innalzamento della temperatura della acqua marina e l’aumento della concentrazione di sale dell’acqua costiera per il minor apporto d’acqua dolce da parte dei fiumi).

La medusa punge?
No, la medusa non punge né tanto meno morde ma al contatto dei suoi tentacoli emette una sostanza urticante per la pelle.

Che cosa succede quando in acqua veniamo a contatto con le medusa?
I tentacoli hanno funzione sia offensiva sia difensiva; essi sono rivestiti da particolari cellule in grado di iniettare nella preda un liquido urticante.
Il liquido può uccidere le prede più piccole che serviranno da alimento per la medusa o allontanare gli animali più grandi potenzialmente pericolosi. Il liquido urticante è di solito costituito da una miscela di tre proteine: una ad effetto paralizzante, una ad effetto infiammatorio e una neurotossica.
Fortunatamente le meduse presenti nei nostri mari non uccidono, a differenza di alcune specie tropicali del Pacifico (Physalia Phisalis) che hanno un veleno molto tossico. Quindi in Italia, normalmente il contatto con i tentacoli della medusa provoca solo una reazione infiammatoria locale, sebbene alcune meduse di grandi dimensioni possano portare anche a shock anafilattico.

Cosa si sente al contatto con la medusa?
Al primo contatto tra la pelle e la medusa il bambino percepisce un forte bruciore e dolore. Subito dopo la pelle si arrossa e compaiono piccoli pomfi (formazioni rilevate della pelle), tipo orticaria. Il bruciore si attenua in 10-20 minuti e si inizia ad avvertire un intenso prurito.
Se viene colpita una area più del 50% del corpo, l’intensità di dolore-bruciore può diventare insopportabile.

Cosa bisogna fare se si viene a contatto con una medusa?
La prima cosa da fare è di tranquillizzare la persona e farlo respirare normalmente. Se si è vicino alla riva, lo si fa uscire dall’acqua, se si è a largo sorreggerla e richiamare l’attenzione per farsi aiutare specie se anche l’accompagnatore è venuto a contatto con la medusa.
Giunti a riva verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e nel caso eliminarle solo delicatamente con le mani.
Se non si dispone di medicamenti può essere utile far scorrere acqua di mare sulla parte interessata per tentare di diluire la sostanza tossica non ancora penetrata. Evitare invece di grattarsi o di strofinare la sabbia o di ricorrere a medicazioni estemporanee con ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone: non si fa altro che peggiorare la situazione.

Quale è la medicazione corretta?
La medicazione corretta consiste nell’applicazione di gel astringente al cloruro d’alluminio. Il gel astringente ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Purtroppo non è ancora diffusa in Italia l’abitudine di portare con se questo gel, che è peraltro utile anche per le punture di zanzara.
In mancanza di questo presidio si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato (entrano in azione dopo 20 – 30 minuti dall’applicazione), cioè quando il massimo della reazione si dovrebbe già essere spenta naturalmente.

Quando ci si deve preoccupare?
Se immediatamente dopo il contatto la reazione cutanea diventa diffusa e compare difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento, la cosa migliore è chiamare il 118 e spiegare di cosa si tratta: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa che arrivi il Personale di Pronto Intervento.

Quali sono gli esiti?
L’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi è bene evitare pomate antistaminiche e occorre tenere coperta l’area colpita fino a quando è finita la razione infiammatoria ( non più di due settimane)

Dieci consigli utili quando si è venuti a contatto con le meduse
Non strofinare bocca e occhi
Evitate di lavare la parte colpita dai tentacoli della medusa con acqua dolce, che potrebbe favorire la produzione di sostanze tossiche in grado di causare danni a livello del sistema nervoso
Non utilizzare acqua fredda o ghiaccio
Non grattare la zona dove è presente l’irritazione in quanto questa azione stimolerebbe l’attività muscolare mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica
Lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato
Evitare di seguire credenze popolari come impacchi con aceto, succo di limone o ammoniaca, perchè non vi sono evidenze di efficacia
L’uso di alcool è sconsigliato in quanto potrebbe stimolare l’apertura delle cellule urticanti delle meduse
Non usare pinzette per rimuovete i frammenti dei tentacoli della medusa, ma strofinare solo la parte interessata con la mano
Il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli delle meduse è l’applicazione di Gel Astringente al cloruro d’alluminio
In casi estremi, se la reazione cutanea diventa generalizzata, compare difficoltà respiratoria, pallore (segni di reazione anafilattica) chiamare immediatamente il 118 e segnalare la causa dei disturbi.

 
Venite nella nostra farmacia a ritirare la vostra confezione di Gel di Alluminio Cloruro al 5% prodotto dai laboratori della Farmacia Dott.ssa Porcu Cristina.
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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Sat, 13 Dec 2014 00:00:00 +0000
Clobetasolo pomata non più in commercio...come fare? https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/7-clobetasolo-pomata-non-piu-in-commercio-come-fare https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/7-clobetasolo-pomata-non-piu-in-commercio-come-fare Clobetasolo pomata non più in commercio...come fare?

Il clobetasolo unguento non è più commercializzato in italia per rinuncia dell'azienda produttrice. Unica possibilità per pazienti e prescrittoti è la preparazione galenica di clobetasolo in crema in Versatile™ Rich

 

La nostra formulazione prevede di incorporare Clobetasolo propionato in Versatile™ Rich, innovativo veicolo in crema , ricco in fase olio vegetale e privo di sostanze che possono provocare fenomeni di sensibilizzazione cutanea.

 

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Olio di mandorle oppure Vitamina E acetato .q.b.

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Nota: la preparazione galenica di Clobetasolo in crema può essere allestita come multiplo, in base alla monografia della British Pharmacopoeia 2010: "Clobetasol Cream", e va dispensata dietro presentazione di ricetta ripetibile poichè il Clobetasolo propionato è una sostanza dopante categoria S9.

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0000
Vaccinazioni, pro e contro https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/5-vaccinazioni-pro-e-contro https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/5-vaccinazioni-pro-e-contro Vaccinazioni, pro e contro

«Sui vaccini non si può essere pro o contro, ma caso per caso», afferma Cristina Porcu, farmacista cagliaritana

con specializzazione in Omeopatia a Lione e master in Fitoterapia a Siena e Trieste. «Io ho una posizione da equilibrista, da colui che si allena a stare bilanciato su un filo molto sottile. Esattamente come i genitori che devono vaccinare il proprio figlio e coloro che, invece, si trovano a rispondere alla domanda vaccinare si, vaccinare no. La mia verità è che non c’è una risposta corretta, non c’è un vaccinare-si-sempre e un vaccinare-no- mai. È un fatto di equilibrio tra rischio e beneficio, come per qualunque terapia farmacologica».

Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che il vaccino è prima di tutto un farmaco, anche se particolare perché non soggetto a quei controlli di sicurezza sulla sperimentazione richiesti, normalmente, per gli altri farmaci prima del debutto in commercio. «E già questa è una prassi bizzarra – puntualizza la farmacista - se si considera che il farmaco viene dato a un paziente per una patologia, mentre un vaccino viene somministrato su un soggetto sano. Il problema di valutare rischi e benefici nasce, però, dal fatto che le tempistiche della vaccinazione obbligatoria sono un po’ complicate da gestire poiché, oggi, la prima vaccinazione è ai 2 mesi di vita, quando il bimbo che abbiamo davanti, salvo il nome che abbiamo scelto per lui, è per noi un perfetto estraneo dal punto di vista sanitario. Di un neonato non sappiamo nulla, né se è allergico e, tantomeno, se ha un problema autoimmune per quanto lieve e che si svilupperà. Ma questo è un problema non della pratica vaccinale in sé, e nemmeno del singolo vaccino, quanto dell’età del bambino e della difficilissima valutazione del rischio collegato al numero delle vaccinazioni contestuali». 

 

Al bando dunque la banalizzazione della vaccinazione dannosa tout court.
«Una madre e un padre – sottolinea Cristina Porcu - devono sapere che la scelta di vaccinare il proprio figlio, oppure di non farlo, ma non in assoluto quanto per quel preciso momento della vita del bimbo, può essere procrastinata nel tempo. Nessuno vieta, infatti, che il ciclo delle vaccinazioni inizi ai tre anni, magari contestualmente all’ingresso alla scuola materna o elementare. Ma questo non viene specificato, è come dire ora o mai più».
Il genitore, perciò, deve essere messo nelle condizioni di fare una scelta responsabile. «Di fatto, sta tirando la moneta perché se vaccina e il bambino ha un danno da vaccinazione la responsabilità è sua, se non vaccina e il bambino contrae una malattia la responsabilità è sempre e solo sua. Lo Stato è pronto nell’assicurare che la pratica vaccinale è esente da rischi, ma non lo mette per iscritto perché sappiamo bene che il vaccino è un farmaco e, nessun medicinale, è totalmente privo di effetti collaterali. Basta leggere il bugiardino di un vaccino per capire che si possono manifestare reazioni avverse. Ecco perché io sto nel mezzo. C’è una situazione di rischio, ma ci deve essere il rischio per poter beneficiare del beneficio. Se il rischio è zero perché somministrare un farmaco?»

 

Da La Donna Sarda

 

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Sat, 08 Nov 2014 00:00:00 +0000
Cannabis terapia, l’occasione mancata https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/4-cannabis-terapia-l-occasione-mancata https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/4-cannabis-terapia-l-occasione-mancata Cannabis terapia, l’occasione mancata

Curarsi con la cannabis? Oggi non è più un’utopia: dopo anni di pregiudizi e proibizionismo i medici italiani possono prescrivere già da qualche tempo i cannabinoidi

per trattare malattie come sla e sclerosi multipla, sfruttando le ormai note proprietà analgesiche, sedative, miorilassanti della pianta.

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Da Sardinia Post del 02/11/2014

Peccato che il progresso della scienza non sempre vada al pari con leggi e normative, e così oggi accade che la cura con i cannabinoidi richieda una trafila tutt’altro che semplice. A raccontare l’occasione mancata della cannabis terapeutica è Cristina Porcu, giovane farmacista cagliaritana: nei laboratori della sua farmacia di via Cadello tra ampolle, vaporizzatori, bilancini e polveri è stata la prima nell’isola a preparare le medicine utilizzando i principi attivi della pianta; a lei oggi si rivolgono medici e farmacisti di tutta l’isola dato che i cannabinoidi terapeutici sono farmaci “orfani”, previsti dalla legge ma non trattati dalle industrie farmaceutiche.

“La legge italiana consente l’utilizzo della cannabis da alcuni anni – sottolinea la Porcu – ma solo poche regioni italiane hanno protocolli attuativi che ne regolano uso e distribuzione: la Sardegna non è tra queste“.

Nel 2007 un decreto del Ministero della Salute aggiornava le tabelle degli stupefacenti e consentiva la prescrizione con ricetta medica di delta-9-tetraidrocannabinolo o THC e altri derivati della cannabis dalle proprietà terapeutiche; un decreto più recente, in vigore dal 23 febbraio 2013, conferma la possibilità di usare non solo il THC ma anche i composti vegetali che lo contengono; senza precise direttive regionali raggiungere questi farmaci è però quasi un’impresa.

L’unico medicinale autorizzato all’immissione in commercio in Italia è il Sativex, una miscela di due estratti della cannabis sativa, il cannabidiolo (Cbd) e delta-9-tetraidrocannabinolo (Thc): “In Sardegna – ci spiega la farmacista – è fornito gratuitamente solo ai pazienti del Centro Sclerosi Multipla dell’ospedale Binaghi di Cagliari. Tutti gli altri possono averlo solo tramite prescrizione medica da centri ospedalieri o specialisti registrati sulla speciale piattaforma web disposta dall’Aifa. A caro prezzo: per un mese di terapia con Sativex, non rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale se non dispensato dall’ospedale, si spendono 655,38 euro. E in ogni caso, anche volendolo pagare non è disponibile presso i grossisti di medicinali da cui si approvvigionano le farmacie”.

In Italia a parte il Sativex non ci sono altri farmaci pronti ma si può scegliere la via delle preparazioni galeniche in laboratorio: Cristina Porcu nel 2010 è stata la prima a creare preparati a base di cannabis in Sardegna, in quegli anni sul mercato c’era solo il dronabinol o THC sintetico. Da due anni si può trovare anche il bedrocan, l’infiorescenza essicata di cannabis sativa dagli unici due distributori italiani autorizzati dal Ministero della Salute che a loro volta si riforniscono dall’Office for Medicinal Cannabis Olandese.

“Ho fatto il primo ordine di bedrocan, il fiore essicato della cannabis, nel 2012 – racconta la farmacista cagliaritana – da allora ho preparato il farmaco per 25 pazienti in tutta l’isola. Il bedrocan ha una concentrazione di THC e CBD fra il 19 e il 21%, cosa che consente di dosare l’esatto quantitativo di principio attivo che il medico valuta corretto per ciascun trattamento. Il paziente ottiene il preparato sotto forma di cartine contenenti il dosaggio giornaliero previsto dal medico, che può essere assunto sotto forma di infuso o con un vaporizzatore; è in fase di test un metodo di estrazione in olio, il preparato potrà così assumersi in gocce”. Il processo per lavorare la cannabis in laboratorio è ormai testato, le procedure per comprarla, detenerla e conservarla sono invece piuttosto complesse: “La cannabis viene acquistata con le stesse modalità usate per stupefacenti come la morfina; all’arrivo viene registrata in un registro ufficiale dove si indicano anche le preparazioni fatte e le relative ricette: il tutto verrà conservato per 2 anni. Se la sostanza dovesse scadere in farmacia, deve essere sigillata e conservata sottochiave fino al momento in cui la ASL, in collaborazione con i NAS, organizzerà un’apposita sessione di distruzione stupefacenti”.

Gli effetti positivi della cannabis sono noti da anni: si usa nel trattamento della spasticità nella sclerosi multipla e nella sla, per ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e per la terapia del dolore, eppure l’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna non ha ancora approvato un regolamento per la sua distribuzione e per la somministrazione gratuita ai pazienti che ne avrebbero benefici. Chi finora ha utilizzato le cartine di cannabis per curare dolori e patologie le ha pagate di tasca propria: un grammo costa quaranta euro, per una terapia completa al dosaggio massimo consentito si spendono anche mille euro.

Francesca Mulas

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Sun, 02 Nov 2014 00:00:00 +0000
Broncovaleas - Nota Importante https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/3-nota-informativa-importante-su-broncovaleas https://www.farmaciaporcu.eu/benvenuti/blog/item/3-nota-informativa-importante-su-broncovaleas Broncovaleas - Nota Importante

Era ora. Farmaco salvavita ma non maneggevole, spesso usato e consigliato inopportunamente. 
Nota Informativa Importante su Broncovaleas (salbutamolo) (27/10/2014)
Sicurezza

AIFA ha limitato l’uso di Broncovaleas 5 mg/ml soluzione da nebulizzare ai bambini di età superiore ai 2 anni. Inoltre, allo scopo di minimizzare il rischio di errore posologico, le informazioni del prodotto saranno aggiornate relativamente al dosaggio da utilizzare nei bambini da 2 a 12 anni.

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farmaciaporcu@tiscali.it (Dott.ssa Porcu) Per tutti Mon, 27 Oct 2014 00:00:00 +0000