La suddivisione di compresse con il coltello, fatta in casa è una pratica tanto diffusa, quanto pericolosa. Nel "tagliare la pastiglia" infatti non vi è alcuna certezza del dosaggio che si sta assumendo, questo perchè nella miscelazione della polvere (che poi verrà trasformata in compressa), non può esserci una precisa ripartizione dell'attivo nelle varie parti della compressa, che nasce come monodose e come tale dovrebbe essere assunta dall'utilizzatore finale.

Questo permette di valutare l'importanza e il rischio che questa pratica casereccia comporta nel neonato o nel bambino. Il rischio di sovradosaggio è sicuramente quello che spaventa maggiormente, ma non va sottovalutato il danno opposto, derivante da un dosaggio che non sia sufficiente. Pensate ad un neonato cardiopatico...  La preparazione galenica diventa dunque imprescindibile nei pazienti pediatrici, sia per ciò che concerne la giusta dose per somministrazione, ma anche perchè permette di scegliere il veicolo più adatto a garantire l'adesione del piccolo paziente alla terapia prescritta: capsule da sciogliere nel latte, materno o artificiale, soluzioni con o senza edulcoranti/aromatizzanti, sciroppi etc... Infine la possibilità di preparare farmaci non più reperibili sul mercato italiano, come ad esempio il Nopron, Nadololo, Sulfadiazina, Propranololo etc... 

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